
Codice della Strada: multe ridotte, 150 km/h e notifiche in 45 giorni. Cosa cambia davvero?
Aggiornamento al 25 ottobre 2026 – A cura di Nunzio Costa, Perito Assicurativo
Multe meno elevate, tempi più brevi per notificare i verbali e limiti autostradali: il nuovo progetto di revisione del Codice della Strada torna al centro dell’attenzione degli automobilisti. Ma per capire quali regole rispettare oggi è fondamentale distinguere le novità annunciate dalle disposizioni già operative.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo schema di decreto legislativo il 13 ottobre 2026. Il testo, identificato come Atto del Governo n. 448, è stato trasmesso alle Camere ed è ancora in corso di esame. L’approvazione in Consiglio dei ministri, pertanto, non coincide con l’entrata in vigore della riforma.
Multe ridotte: cosa prevede il progetto
La revisione punta a riorganizzare il sistema delle sanzioni e a ridurre diversi importi. Tra gli esempi riportati nelle anticipazioni sul testo figurano il passaggio da 42 a 40 euro e la riduzione a 80 euro di alcune sanzioni oggi fissate a 83 o 87 euro.
Si tratta di modifiche previste nello schema: non autorizzano a pagare oggi un importo inferiore a quello dovuto secondo le norme applicabili al proprio verbale. Le cifre definitive e la loro decorrenza dipenderanno dal testo che completerà l’iter di approvazione.
150 km/h in autostrada: nessun aumento automatico per tutti
Il limite generale autostradale resta di 130 km/h, salvo limiti inferiori e regole specifiche.
La possibilità di elevare il limite fino a 150 km/h è già prevista dall’attuale Codice, ma richiede precise condizioni: almeno tre corsie più quella di emergenza per ogni senso di marcia, sistemi omologati per il controllo della velocità media, caratteristiche del tracciato e condizioni di sicurezza adeguate.
Occorrono inoltre la decisione dell’ente proprietario o concessionario e l’apposita segnaletica. La sola presenza di tre corsie, quindi, non consente di viaggiare a 150 km/h.
Notifiche in 45 giorni: una novità ancora da rendere operativa
Tra le modifiche prospettate compare la riduzione da 90 a 45 giorni del termine di notifica per le violazioni accertate a distanza. Anche questa previsione va letta come parte della riforma in esame.
La disciplina vigente prevede, in via generale, 90 giorni dall’accertamento quando manca la contestazione immediata, con eccezioni e particolari regole sulla decorrenza. Un verbale ricevuto oltre 45 giorni, dunque, non diventa automaticamente illegittimo sulla base delle notizie sulla riforma.
Cosa deve fare oggi l’automobilista
Rispettare i limiti effettivamente applicabili, controllare le indicazioni del verbale e verificare le scadenze previste dalla normativa vigente. Prima di contestare una sanzione occorre esaminare il caso concreto, comprese le date e le modalità della notifica.
Conoscere la differenza tra una proposta approvata in via preliminare e una disposizione entrata in vigore permette di evitare errori e tutelare meglio i propri diritti.
Nunzio Costa – Perito Assicurativo
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